OUYA: rimandata a settembre!

Qualche giorno fa mi è finalmente arrivata la consolle OUYA, di cui vi avevo parlato anche qui.

La consolle è salita alla ribalta delle croncahe perché è stato forse il primo esperimento di dispositivo Android completamente dedicato al gaming e crowdfounded, ovvero finanziato dalla gente comune che l’hanno comprata “al buio” quasi un anno fa su Kickstarter.

La campagna fu un vero successo, tanto che il team di OUYA riuscì a rastrellare un gruzzoletto: 8.5 milioni di $ a fronte dei 950 mila richiesti! Tra questi, compaiono anche i miei dindini perché anche io sono stato uno degli acquirenti al buio.

 

E così, 11 mesi dopo, ecco che arriva a casa l’OUYA. Doveva arrivarmi a marzo, ma cosa vuoi che siano 4 mesi di ritardo? Dovevo essere uno dei primi a riceverla, finanziare un progetto al buio dovrebbe darti un po’ di esclusività, invece quando mi è arrivata ormai tutti potevano già comprarsi la consolle da 99$ (o 119 euro, su Amazon tedesco). Insomma, da questo punto di vista un vero e proprio fail! Comunque, senza perdermi d’animo, ecco la mia recensione.

 

HARDWARE: not a fan fan

Lascio perdere l’unboxing: c’è poco da unboxare, una scatolina con dentro i ringraziamenti,  l’OUYA e un controller. Il secondo controller è arrivato “sciolto” in una bustina dentro al pacco dello spedizioniere.

ouya unboxed

OUYA unboxed: Grazia, Graziella e Graziarca**o!

Sarà per quello che già non funziona il tastone L2? Sarà, non ho idea di come funzioni la garanzia, probabilmente me la aggiusterò da solo dato che OUYA è stata pubblicizzata come una consolle hackabile, vedremo. Peraltro, sul sito di supporto è presente una specifica domanda su come inserire le batterie nel controller. Sì perché il libretto di istruzioni incluso è totalmente inutile e non parla di questo. Comunque, si fa così:

OUYA controller: come si cambiano le batterie

OUYA controller: come si cambiano le batterie, sapevatelo.

Comunque, a parte i controller, la consolle si riduce ad un “cubo” dagli angoli smussati, un po’ più ingombrante di quanto possa sembrare dalle foto, avente uno spigolo di 75 mm, o 7.5 cm… decisamente molto più compatta di qualsiasi altra consolle “mainstream” in circolazione.

Dentro le frattaglie comprendono:

  • Tegra 3 — Quad-core processor
  • 1 GB LPDDR2 RAM
  • 8 GB on-board flash
  • HDMI connection to the TV at 1080p HD
  • WiFi 802.11bgn
  • Bluetooth LE 4.0

Tutto molto bello, più o meno. La Tegra 3 funziona bene, lo sappiamo, sì è un po’ “datata” in tempi informatici, ma va alla grande… su un dispositivo mobile, ma su una consolle? La RAM da 1GB è appena sufficiente da vedere scritta su cartella stampa, ma nell’uso comune basta e avanza, degli 8GB non espandibili (ad oggi, in futuro vedremo… in realtà già oggi si può far qualcosa) non ne voglio nemmeno parlare, la connessione HDMI a 1080p HD è fantastica, il WiFi non mi trova le rete a 5Ghz, il bluetooth 4 sembra funzionare bene con i controller.

Sul retro del cubetto trovano posto, oltre al connettore per l’alimentazione, una porta USB (2? 3?) a grandezza naturale, una MicroUSB, la porta Ethernet (Giga?) e ovviamente l’HDMI. In cima, sul coperchio chiuso da sole 4 viti comuni (così chiunque può levarle e scoprire il maggggico mondo dei circuiti integrati) trova posto il pulsantone retroilluminato di accensione e  ai lati gli sfoghi d’aria per la ventilazione, mentre sul fondo ci sono le feritoie per tirar su l’aria di raffreddamento.

ouya teardown

Le viscere dell’OUYA: quelle non sono le mie mani, quella è la stramledetta ventola.

 

Purtroppo la ventilazione è forzata tramite fastidiosissima e rumorissima (almeno, alle orecchie di un Mac User di lunga data) ventolina che spesso e volentieri si mette in moto facendomi digrignare i denti. Questo è forse il più grande difetto hardware dell’OUYA.

 

OS: l’androide azzoppato

Dunque, “OUYA, la consolle Android”. Sì ma quale? C’è chi dice 4.2, ma in realtà è il 4.1.2, almeno sulla mia aggiornatissima consolle. Non che ci sia qualche differenza tra i due OS visibile su un dispositivo che non è nemmeno dotato dei servizi Google di base. Comunque, l’OUYA arriva con il suo Android customizzato, e customizzato “mea tant”. Alla fine la personalizzazione si ferma alla schermata di boot, al launcher, alla gestione dei dispositivi di input e alla gestione di notifiche. Alle impostazioni si accede tramite il noto menù delle impostazioni classico di Android, niente di diverso. L’unica cosa interessante è la tastiera onscreen che funziona piuttosto bene nonostante la macchinosità tipica di questo genere di tastiera.

ouya main screen

Il launcher OUYA, con la O tagliata che ti fa pensare di avere problemi con lo schermo.

Ah, l’OUYA arriva già “rootata”, ovvero in teoria avete già i privilegi di super user per pasticciare un po’. In realtà il root di per sé è poco utile perché l’OUYA arriva senza applicativi come “Superuser” e “Busybox” e senza il binario “su” che fa lo sporco lavoro. Quindi in pratica è rootata ma non potete farci nulla, a meno di non armarvi di pazienza, terminale e adb e comunciare a montare in RW, pushare, fare un paio di ln e chmod… insomma la base del piccolo sviluppatore, come descritto per filo e per segno qui. Peccato che io non sia riuscito a cavare il proverbiale l’uranio da u bucu perché la OUYA mi rifiuta l’accesso da super user…

Il fatto che l’OUYA sia completamente priva dei servizi Google, significa che beh… non c’è il Play Store, c’è l’OUYA store. Se l’OUYA store è ok per i giochi (poi ne parliamo), non lo è per le app perché ce ne sono solo 4 o 5 e fatte pure male (vedi Plex che è implementato ad minchiam). La soluzione per avere altre app? Andare su Google a cercasi gli .apk, col rischio di installare applicazioni per nulla controllate e magari infette, o installarsi l’Amazon App Store che di certo non è completo come il Play Store ma almeno funziona.

Non solo, no Google significa anche no backup automatici! Se resettate la consolle, dite addio a tutti i vostri dati che dovrete immettere nuovamente A MANO perché Google non li ha salvati per voi. Lo stesso dicasi dei vostri salvataggi, a meno che non troviate un modo per backupparli chessò, su Dropbox… se solo ci fosse Dropbox! Se solo ci fosse un file browser! Insomma, o smanettate a bestia, o siete persi.

Penso anche a quanto figo potrebbe essere avere i controlli vocali e il riconoscimento del vostro faccino, ma niente di tutto ciò è disponibile ne per via hardware (ma basterebbe una webcam da 10$) né soprattutto via software.

 

IMPRESSIONI D’USO – CONSOLLE: pixelloni in HD!

L’OUYA nasce come consolle e va avanti così (cit.) e quindi va testata come consolle. Mi sono preso un weekend di prova per fare qualche test, provare i giochi e così via. C’è da dire che l’OUYA permette di provare tutti i giochi e comprarli in seguito.

OUYA Store

OUYA Store: ben 210 giochi! (attenzione: il 90% sono arcade o cloni di arcade anni ’80)

Non sono un gamer accanito, per nulla. Mi piacciono solo 4/5 generi di giochi: le corse in auto, i pestatutto, gli sparatutto, i platformer, gli RPG. Se c’è un gioco che mischia il tutto (vedi GTA, per dire) beh allora mi sento in paradiso. Per ogni categoria quindi ho provato tutti i giochi disponibili, ed ecco quello che ho trovato!

Racing: non pervenuto. Non c’è un gioco di corse d’auto che valga la pena essere giocato. Anzi, di giochi di corse d’auto ce n’è uno, e fa cacare. Gli altri non hanno auto ma navicelle spaziali, o sono cloni di Flipout 3d o il classico giochino con la moto da trial che fa le evoluzioni. L’unico degno di nota è Flip Riders che può far passare dei buoni quarti d’ora.

Pestatutto: Chrono Blade Demo. Sì, è solo una demo, ma è quello a cui vorrei giocare quando ho voglia di pestare qualcuno.  Spero arrivi presto la versione definitiva, magari con il multiplayer uno contro uno.

ChronoBlade

ChronoBlade: è tempo di distruzione! (Cit.)

Sparatutto: due titoli agli antipodi, Shadowgun e Gunslug. Il primo è un ThirdPS con un3D fatto molto bene, con una buona fisica e una buona giocabilità (bisogna prendere la mano con il controller). Sicuramente un gioco in grado di mettere alla frusta il Tegra 3. Gunslug, invece, è di base un 2D a scorrimento simile nel concetto a Metal Slug, ci sono armi, nemici e bonus in abbondanza e alla fine di ogni missione un mostro finale. Non si hanno salvataggi, c’è una sola vita (il “continue” si paga caro se lo si trova) e se muori devi ricominciare tutto da capo. La grafica è stilizzata e a “pixeloni”, ottimo sullo schermo di un cellulare, ma su un 50″ in HD perde moltissimo di senso. Tra l’altro, la versione smartphone di Gunslug consente di sfruttare i salvataggi dei dati su Google+ in modo da poterli avere sempre disponibili in caso di backup o, ad esempio, se si vogliono sincronizzare i dati su più dispositivi. Su OUYA non si può.

shadowgun

Shadowgun: 3D, lo stai facendo bene.

gunslug

“Soldato! Non stai pensando tridimensionalmente!” ovvero, la rivincita dei pixel (in FULL HD!)

Platformer: ce ne sono fin troppi!! Super crate box è quello che mi piace di più tra quelli “old style” (ma ancora: pixeloni sul 50″, perché??), Puddle THD è molto interessante tra quelli un po’ “cerebrali” in cui ti tocca giocare anche con la fisica e la fluidodinamica, Canabalt HD / Vector tra quelli più veloci.

RPG: anche qui, ce ne sono diversi, e molti sono del tipo “siamo nel 1985, li vuoi un po’ di pixel?”. Io invece che sono ccciovane voglio il 3D fatto bene, quindi consiglio Ravensword: Shadowland e The Bard’s Tale, anche se quest’ultimo sente un po’ il peso degli anni (ma è sempre divertente). Il primo l’ho anche comprato (ad un prezzo quasi doppio rispetto a quanto richiesto sul Play Store!!!)

L’utilizzo dei controller è intuitiva e i tasti (salvo sorprese…) hanno il giusto feeling. Il “mousepad” integrato al cetro del controller è inutilizzabile durante i giochi e ha la precisione di una pallone SuperTele in una giornata di brezza, va giusto bene nelle rarissime evenienze in cui si debbano clickare pulsantoni e menù delle impostazioni irraggiungibili con il DPAD o con gli analog stick.

Durante il gioco la consolle tende a scaldarsi e quindi parte la maledetta ventolina, niente di preoccupante a livello di calore (checché se ne dica in giro), solo il fastidio di una ventolina sbilenca… comunque, l’esperienza di gioco è praticamente sempre fluida e non ci si trova mai in difficoltà a causa di carenze HW.

In definitiva: mancano giochi. OUYA conta circa 210 giochi sul suo store, peccato che la metà sono cagate abominevoli arcade che vanno bene per passare un viaggio in metropolitana e giocando coi diti, 9/20 sono dei giochi “retrò” o emulatori, bellissimi eh! però non vedo il senso di proporre di giochi dalla grafica 2D super essenziale in risoluzione full HD, ed infine 1/20 dei titoli sono giochi coerenti con l’utilizzo di una consolle da salotto, benché alla fine si tratti tutto sommato di giochi un po’ datati.

C’è da dire che i soli 8GB di storage totali disponibili sono pochini se si conta che tutti i videogiochi devono essere scaricati sulla memoria per funzionare, questo è anche il motivo per cui esistono miriadi di giochi in 2D e pochi giochi in 3D ben fatti.

L’altro motivo è che ci sono praticamente solo sviluppatori indie senza le risorse per buttar fuori giochi complessi e godibili sotto tutti i punti di vista. Giochi che ci sono già sul Play Store (penso ai vari Real Racing, NFS Carbon, N.O.V.A., e i vari GameLoft) e che peraltro verrebbero maggiormente valorizzati ad essere utilizzati su un display ampio e con dei controller fisici piuttosto che relegati a schermini e pulsanti virtuali.

In più, OUYA dovrebbe pensare seriamente ad un sistema per il backup dei dati.

 

ESPERIENZA D’USO – MEDIACENTER: maddecheaò??

Hai un cubetto Tegra 3 ventolizzato in soggiorno appiccicato al Plasma Full HD. Non lo vuoi provare ad usare come mediacenter? Sì, tanto più che il team OUYA ti ha messo a disposizione delle app già pronte, tipo Plex e Tune In. Allora con Plex ho avuto ZERO fortuna. Dato che lo storage a disposizione di OUYA è ridicolo, l’unica possibilità è accedere a contenuti disponibili su un disco di rete o su un server multimediale. Plex non vuole saperne di leggere roba dal disco di rete UPnP, DlNA cazzi e mazzi che tutto il resto del mondo legge, ma vuole un server Plex installato su un computer: nonsense. Per fortuna che si può scaricare l’.apk di XBMC dal browser internet, andarlo a ripescarlo tra le impostazioni>sistema>storage>download ed installarlo, e una volta configurato sì, XBMC è in grado di fare da Mediacenter! Peccato che la riproduzione in streaming di contenuti HD faccia pena, il modulo “Smart” col wifi integrato nel mio televisore se la cava molto meglio.

E di musica ne vogliamo parlare? NO! Non pervenuta. Non si può accedere al Google Music perché… beh mancano le app google, inclusa Google Music! L’unica è usare XBMC per accedere ad una libreria condivisa in rete, se ce l’avete.

Peraltro l’assenza o quasi di spazio di archiviazione interno dovrebbe essere in qualche modo compensata dal poter montare dischi USB o di rete in maniera semplice. Non è così. I dischi USB, se appiccicati prima dell’avvio, o tolti e rimessi mentre in avvio, e comunque se e solo se stanno simpatici all’OUYA, non vengono mai visualizzati ma il loro contenuto può essere scovato in /usbdrive. Se l’applicazione che utilizzate (tipo XBMC o i vari emulatori in cerca di ROM) è in grado di navigare fino a /usbdrive, allora FORSE riuscirete ad accedere a quello che c’è dentro il vostro HD o chiavetta USB.

Per quanto riguarda il supporto CIFS per montare dischi SMB e così via… il supporto è praticamente nullo e demandato alle singole app (vedi XBMC). Mi dispiace ma così non è sufficiente.

 

VERDETTO: rimandata a settembre

Bocciatura piena? No dai, il ragazzo è intelligente ma non si applica. Le capacità ci sono, ma non sono sfruttate. Dal punto di vista del software la mancanza dei servizi google e di uno store serio è grave e arriva a toccare punti cruciali come quello del backup dei dati e delle app o la possibilità di accedere alla propria collezione musicale online, di fatto limitando sia l’esperienza d’uso gaming sia quella relativa al mediacenter. Mancano i giochi, il successo di una consolle lo fanno anche i giochi. Se il catalogo di OUYA non subirà una drastica ed esponenziale crescita nei prossimi mesi, non solo in quantità, ma anche e soprattutto in qualità, OUYA rimarrà solo un bellissimo esperimento privo di successo commerciale a lungo termine. Ci vogliono le software house, tipo EA e GameLoft tra le più attive nei giochi per smartphone.

Infine, ci vuole un OS dotato di tutti i servizi necessari per accedere a dischi di rete, dischi USB e per poterci fare un po’ quello che ti pare. Tempo una decina di giorni e installerò questa ROM, poi ci installo tTorrent e l’OUYA diventerà anche una dowload machine (sostituendo l’iBook chepoverino soffre) con buona pace della ventolina e del rumore che caccia fuori.

 

’nuff said