[INDIA] DAY 3 – LA PROVA DELL’ACQUA

Benvenuti alla vita secondo Jeby. Quesito di oggi: dormire o scrivere sul blog? Dormire, ciao.

 

 scherzavo. Eh, quanto sono simpa della cumpa.

Ok, ieri notte sono riuscito a prendere sonno intorno a mezzanotte, devo dire abbastanza tranquillamente nonostante i rumori molesti provenienti dalla strada. Ho cazzeggiato un po’ sull’interweb, e ho lasciato che il cervello si spegnesse piano piano riprendendosi dall’abuso di monitor LCD. Mi sono anche abituato alla sabbia e alla polvere, probabilmente il mio cervello ha semplicemente spento i recettori del fastidio. Nel chattare con le mie numerosissimissime, praticamente innumerevoli (0) fan, qualcuno mi ha aperto un mondo suggerendomi di procurarmi delle lacrime artificiali per non soffrire di irritazione agli occhi. Ottima idea! Ho subito pensato:

  1. Esco, vado in farmacia e le compro. Ok, dov’è la farmacia più vicina? Boh, farmacia? Boh. Cosa gli chiedo? Synthetic tears? Boh. Qui vicino c’è Cyber City, magari le hanno lì.
  2. Come producono qui le lacrime artificiali? Fanno il solletico a cavie non consenzienti e raccolgono distillato di lacrime? Non lo so

Magari me le porto da casa la prossima volta, magari ne faccio a meno. Stamattina mi sono dato una regolata con la colazione (altrimenti altro che 2 kg…), e siamo partiti prima per l’ufficio, in modo da trovare meno traffico, e infatti siamo arrivati in ufficio molto rapidamente. Penso che venerdì lascerò una mancia galattica all’autista, quell’uomo è un santo, ha la pazienza di Buddha (o era Giobbe? Covatta? boh insomma, è molto paziente). Naturalmente per strada abbiamo incontrato le solite situazioni un po’ rischiose

suicidio a sorpresa

Pronto ma’, ciao. No niente, ti volevo dire che stamattina ho deciso all’improvviso che voglio farla finita. Sì sì, ho già avvisato a lavoro. Ciao

Wacky Races, Gurgaon Style

Wacky Races, Gurgaon Style

ho subito pensato all’hipster isterico, personaggio quasi omerico, abitante del meneghino, col mocassino senza calzino sennò spunta dal pantalone risvoltato, da allagato, tenuto su con le bretelle sulla canotta scopri ascelle. Insomma, caro hipster onirico, sintetico, antipatico con la barba assai curata, a barabba l’hai rubata, con i baffi a manubrio e il manubrio a baffo sulla fissa per cui stai in fissa, perché la città è la tua pista, hai tolto i freni dalla bici, perché “son brutti” dici, e con il piede ingabbiato te ne vai skiddando sul palafreno sfrenato, mi piacerebbe vederti trapiantato qui, voglio vedere se Darwin aveva ragione.

Sostanzialmente qui vale la regola del più forte, e le precedenze si danno così: chi ha il mezzo più, pesante, veloce e rumoroso passa per primo. Gli altri si levano. Stamattina un autobus a momenti ci speronava strombazzando a tono la cavalcata delle valchirie. Il nostro autista non si è scomposto minimamente: calmo, impassibile, attento, forse ha mollato un peto ma non siamo sicuri.

Per capirci, qui le biciclette hanno tutte i freni, non come a Milano. Il modello tipico è questo:

bici mimetica

Bici mimetica? Non è legata, non la ruba nessuno

freni a bacchetta, mono marcia, cavalletto o davanti o dietro (i carretti ce l’hanno davanti) di quelli di una volta, foggiati a mo’ di archetto.

In ufficio abbiamo speso un po’ di tempo ad organizzarci per la serata e per eventuali visite in centro a Delhi. Il collega con cui ho più confidenza mi ha detto che la prossima volta devo tenermi libero un weekend perché vuole portarmi a vedere il golden triangle. Io ho subito pensato Evviva/La Visione, e invece non parlava del triangolino che ci esalta, ma di un tour di 3 città: Delhi, Agra (dove sta il Taj Mahal) e Jaipur.

il Triangolo Dorato (io pensavo ad altra roba)

il Triangolo Dorato (io pensavo ad altra roba)

Mi sembra uno di quei percorsi che stanno scritti nella Lonely Planet, ma va benissimo, almeno vedo qualcosa 🙂

Oggi a pranzo mi sono fatto portare del cibo diverso, dalla regione meridionale dell’India

pranzo india meridionale

Anche qui, al sud, preferiscono la roba piccante

Un collega indiano mi fa “Non mangiare quella zuppa, è troppo piccante non la mangio nemmeno io!!” Sprezzante del pericolo l’ho ingurgitata tutta e ho fatto la scarpetta con delle palline bianche che non so cosa sono, e poi…  non fatelo mai. Sarà per questo che tutti i cessi in tutti i luoghi hanno questa doccetta accanto al WC?

doccetta wc

In caso di zuppa piccante dirigere il getto verso l’orifizio anale

Sarà mica che è lì per spegnere i peti incendiari di chi, in barba ad ogni buon senso, si scola la zuppa dell’India del sud come fosse il the delle 5? Sì, penso di sì, deve essere una norma di sicurezza antincendio, come il rilevatore di fumo che lampeggia nel buio della stanza quando voglio dormire

Ad un certo punto ho anche pensato fosse un timido tentativo di risolvere l’unico grande problema dell’Italiano medio in vacanza: il bidet, o meglio, la sua assenza. Ok, prontamente l’amico abitante del resto del mondo replicherà con “sì ma fatti una doccia!”. Amico abitante del resto del mondo, io caco 3 volte al giorno, non mi posso né voglio fare 3 docce al giorno. La soluzione che personalmente uso è quella della mezza doccia, declinata in diverse varianti a seconda del materiale disponibile: se il soffione della doccia è regolabile in altezza, lo abbasso al limite e mi metto in piedi spalle al muro, un po’ reclinato in avanti; se invece non lo è e c’è la vasca con il rubinetto in basso, mi metto a mezzo squat fino a quando non mi esplodono i quadricipiti.

Questa della doccina accanto alla tazza è una novità da sperimentare, anche se sono sicuro che abbia altri scopi, probabilmente di natura più frivola e ludica…

Come concordato ieri, oggi dopo la giornata lavorativa ci hanno portato a Kingdom of Dreams. Ci siamo fatti portare in albergo dove siamo rimasti solo una mezzora per rinfrescarci (cioè per fare la cacca), e poi da lì siamo andati a sto Kingdom of Dreams dove ci aspettava un collega. Lungo la strada, ho scattato qualche altra foto

Sabbia cane randagio suzuki

Cose molto diffuse qui: sabbia, cane randagio, suzuki maruti

Royal Enfield e Suzuki

Altre cose diffusissime: royal enfield, altre suzuki, alberi

Vorrei un gelato "Kwality Wall's"

Io prendo un Cornetto Kwality Wall’S grazie

Ape piaggio 4x4 il miracolo di Quelo

Il Miracolo di Quelo: l’Ape 4×4.

Aperitime - 2

Oh rigà, per me uno sbagliato!

Aperitime - 1

Questo va a fare l’aperitivo con la Jeep. Siccome è figo, anche la ruota di scorta ha il cerchio in lega. Spalla ribassatissima: non c’è

Attenzione pericolo di morte (in generale)

“Ricuordati che devi morire” (Metano edition)

Io sono riuscito a fare una gran cazzata in quei pochi minuti in albergo: mi sono lavato i denti e ho sciacquato lo spazzolino con l’acqua del rubinetto. E quindi? Direte voi. Quindi niente, non si fa, l’acqua del rubinetto non deve avvicinarsi a nulla che finisca in bocca. Mi sembra una cazzata perché sono in un albergo 4 pallini o equivalente, quindi tenterò la sorte.

Se domani sopravvivo, leggerete un altro post, sennò vuol dire che i malefici batteri che risiedono nei rubinetti indiani hanno avuto la meglio sulla mia flora intestinale, coadiuvati (fastidio) dalle varie gradazioni di speziato e piccante che risiedono attualmente nel mio stomaco.

Allora usciamo dall’albergo e l’autista percorre in 45 minuti una strada che tipicamente si farebbe in 7. Nulla da segnalare sul tragitto, a parte una famigliola di facoceri che procede in fila indiana ( l’ho detto che sono il simpa della cumpa)

facocero

Gli altri facoceri non ho fatto in tempo a fotografarli

Quindi dopo 45 minuti arriviamo al Kingdom of Dreams: come descrivere questo posto? Sostanzialmente è come se la Piccola Italia, Bollhywood e il Caesars Palace venissero fusi in un unico, kitschissimo, commercialissimo, superturisticissimo condensato di puttanate ad uso e consumo di chi si trovi a transitare nell’area e volesse avere un’idea (sbagliata?) di cosa sia l’India in poche ore. Siccome non sono stato chiaro, metto delle foto

vagina aliena

una immensa vagina rettiliana, credo.

interno

questo è l’interno.

interno 2

Interno, minchiaguardi?

sise

Interno, oh, belle sise!

Elefante

Ciao Babar, come ti sei fatto grande!

Panoramica 1 Panoramica 2 Palazzo

come potete vedere la voglia di fare foto è inversamente proporzionale alla presenza di capsaicina nel mio intestino crasso. Baideuei, paghiamo sti 1500 soldi buffi e compriamo un biglietto per lo spettacolo più bello, emozionante, fantastico e unico di tutta l’India: The Gipsy Prince (il rom una volta meglio noto come Prince).

Ma veniamo alla descrizione dello spettacolo. Intanto dura 2 ore e mezza. 150 minuti. Nove-porcocazzo-mila secondi. Ecco come si presenta il palco

il palco di kingdom of dreams

Il palco di kingdom of dreams

Una volta che si solleva il sipario, dietro si trovano 3 cornici di spessore pari ad un paio di metri o poco meno, che delimitano la scena, poste su livelli diversi rispetto al piano delle quinte. In fondo un fondale rettangolare che è perfettamente iscritto in queste cornici. Sono stato chiaro? Devo fare un disegnino? No dai, va bene così. La cosa interessante è che sia il fondale, sia le cornici, sono in realtà composti da pixel che si illuminano per creare le diverse ambientazioni: l’interno del palazzo reale, l’esterno del palazzo reale, la giungla, il fondale marino, il villaggio/circo degli zingari, le prigioni, la piazza della città. Tutto riprodotto con una saturazione smarmellatissima che ferisce gli occhi. La rappresentazione è arricchita spesso e volentieri da interventi acrobatici di attori/ballerini che vengono calati dal soffitto con dei fili metallici e fanno le giravolte, senza un vero perché. Che volete che vi dica, non è colpa mia se gli spettacoli sono pieni di fumi e raggi laser. E pixel. E gente che fa le capriole dal soffitto.

Il palco è occupato da mediamente da una presenza stabile di 20 persone. Questo tenendo conto anche di tutti i momenti in cui il palco è vuoto perché c’è il cambio scena o per i 20 minuti dell’intervallo. In totale saranno stati una sessantina di attori e ballerini, di tutte le forme e le dimensioni. I ballerini a torso nudo, le ballerine con le tutine effetto carne, che mi ricordano il Bagaglino, per non scoprire le pance. Not fair man! Comunque le ballerine vanno da skinny a chubby per accontentare tutti. Una delle coprotagoniste femminili è Francesca Cacace senza cotonatura. Il protagonista maschile è Aladdin della Disney in carne ed ossa. C’è anche un ballerino nano, la cui statura non è minimamente motivata da esigenze narrative, che per tutte le due ore e mezza dello show fa l’imitazione di Giacomo nel numero de I Bulgari, solo senza baffi. Imitazione riuscitissima.

A proposito del Giacomo Poretti, piccolo aneddoto che probabilmente ho raccontato n-milioni di volte ma siccome sono le 23.42 ve lo beccate lo stesso perché non ho voglia di verificare se l’ho già scritto o no! Vi parlo del 2006 circa. Mi trovavo da un rivenditore ufficiale Apple (quando ancora non esistevano gli Apple Store in Italia), il Mac@Work di Milano, che per chi non lo sapesse è quello vicino al Peep Show di Via Carducci. Ero lì probabilmente perché volevo comprare qualche accessorio per il mio iBook G4, in più i dipendenti erano sempre gentili e ci si faceva volentieri 4 chiacchiere. Niente, eravamo lì a parlare e ad un tratto si apre la porta, ci voltiamo, non vediamo nessuno, sentiamo una voce: “Ehi, è arrivato il Nano?” La voce apparteneva al signor Poretti, che non avevamo visto entrare. Mi sono rapidamente domandato se si fosse preparato la battuta, prima di scoppiare in una fragorosa risata. Ovviamente si riferiva all’iPod Nano, all’epoca uscito da poco.

Fine momento storie di vita vera vissute per davvero, torniamo allo spettacolo. La trama. Questa è facile: basta prendere il bello addormentato, o altra roba simile di infanti reali minacciati da profezie, le follie dell’imperatore, il mio grosso grasso matrimoni gipsy, tutti i più recenti film di successo di bollywood (qualunque essi siano), la sirenetta, aladdin, Gli Occhi del Cuore, un po’ di commedia dell’equivoco, un po’ di pregiudizi maschilisti, softocore di regime ed ecco confezionato The Gispy Prince. bello eh?

Le parti recitate e le parti cantate erano distribuite più o meno equamente. Gli attori recitavano in Hindi, quindi diciamo che per 75 minuti ho ascoltato dei Minions incazzati neri bestemmiare e farsi la supercazzora a vicenda. Gli altri 75 minuti erano la riproduzione di alcune coreografie famose (?) dei film di qua, le hit del momento, tutte eseguite con un lip sync meravigliosamente fuori sincro, nel solco della più elevata tradizione Angiolinesca, nel senso dell’Ambra Angiolini. Ambra, voglio ricordarti per sempre così: sedicenne scanzonata, completamente fuori fase rispetto al playback, cosa solo parzialmente mascherata da effetti video sbirluccicanti, mentre ti muovi come in preda a crisi epilettiche. Grazie Boncompagni e soci. Niente, lo spettacolo si chiude con un lieto fine (credo) e con un balletto sulle note di Jai Ho! che è famosa anche da noi, e che qui non si sono presi nemmeno il disturbo di ricantare per poi fare il lip sync sfasato, è proprio Jai Ho! in originale.

Il tutto, e intendo proprio tutto, incluso i minions incazzati, sparato ad un volume che ti fa dolore.

Vi dirò la verità: avrei preferito guardare in loop il remake di “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”, quello con Madonna, piuttosto che questo. Cioè, proprio come paradigma di cose rovinate che ti rovinano le altre cose invece belle. Per la cronaca: 1500 soldi buffi sono 20 €.

Prima di uscire ho anche rischiato di perdere il portafoglio, nel senso che l’ho momentaneamente perso ma mi sono ricordato in tempo di ritrovarlo. Ha senso? Sì.

Niente, ce ne siamo tornati in albergo con le pive nel sacco. Il nostro autista silenzioso ci ha impiegato 6 minuti e 35 secondi, non vedeva l’ora di liberarsi di noi. In albergo, comunque, non ci siamo fatti mancare la cena a buffet:

cena indiana 2

Roba verde, roba beige, roba rossiccia, riso

e che cazzo, almeno quella. Pure quella sono 20 € circa a testa, comunque.

Adesso qui sono le 01.01 e ho scoperto che, come ieri notte, i cani randagi dei dintorni si ritrovano per cantare i successi dello Zecchino d’Oro indiano. Me ne vado a dormire sperando che una Ambra Angiolini barely legal vestita come le balinesi nei giorni di festa venga in sogno a sussurrarmi nell’orecchio “T’Appartengo”. Ambra: io non vedo l’ora che arrivi il 2030, io ti voto! Basta che non ci ammorbi col Padreterno che sta con Berlusconi e il Demonio che tifa per Occhetto.

Playlist di oggi, molto ovvia, molto italiana, molto EeLSTiana

  • Teardrop, Massive Attack (questa va messa in loop)
  • Evviva/La Visione, Elio e Le Storie Tese
  • Servi della Gleba, Elio e Le Storie Tese
  • Up Patriots to Arms, Franco Battiato
  • Brimful of Asha, Cornershop (non il remix di Fat Boy Slim, l’originale)
  • Boris Sigla d’Apertura, Elio e Le Storie Tese
  • Il Ritmo della Sala Prove, Elio e Le Storie Tese
  • Rotta Per Casa di Dio, 883 (incluso repetto pre-interiora di topolino)
  • Voglio Vederti Danzare (ma anche no), Franco Battiato
  • T’Appartengo, Ambra Angiolini
  • 2030, Gli Articolo 31

C’è una “canzone” presente in questo post che non ho citato. Mille punti a chi scopre il titolo. Suggerimento: EeSLT pure qua.

’nuff said ma anche un po’ bafangù

 

  • AndreA

    Troppo scarsa cultura musicale (in generale) e su Elio e Le Storie Tese non mi consentono di addovinare il brano nascosto. Rimango con la voglia di una coppetta cacao e fiordilatte della Kwality Walls, che solo Walls era troppo già inglese e troppo poco quality

  • GiMa

    20 euro per un buffet?
    Fortuna che è il terzo mondo

    • jeby

      Sì, gli alberghi non sono poi così ecobomici, la mia camera costa 6000 soldi buffi a notte. La qualità del cibo però è molto buona, hanno opzioni fusion, e comunque puoi prenderne quanto ne vuoi.

      Ma penso che qui sia secondo mondo, non terzo, o comunque almeno 2.5