Subsonic: l’anti-Spotify facile, open-source e che funziona!

“We all live in a yellow submarine” – Beatles, ieri, a proposito di Subsonic

Tutti voi conoscerete sicuramente servizi come Spotify o Google Music: servizi che vi permettono di ascoltare una vastissima libreria musicale, in streaming, gratuitamente o a pagamento. Bellissimo. O no. Anzi, decisamente no. Perché?

  • Succhiano banda come se non ci fosse un domani! Un paio d’ore di commuting al giorno con Spotify nelle orecchie e ti ritrovi prestissimo a secco col piano dati!
  • Le versioni gratuite (ove disponibili) sono infarcite di fastidiosissima pubblicità.
  • Le versioni gratuite ti abbandonano nel momento di maggior necessità: l’aereo!
  • Le versioni premium ti permettono di ascoltare la musica offline finché paghi: non stai comprando fisicamente dei file, ma solo la possibilità di ascoltarli offline e senza pubblicità
  • Se ci pensate bene il costo di un mese di abbonamento (9.99 €) costa più o meno quanto l’acquisto di un album in formato digitale, magari in versione DRM-free. Insomma con quello che pagate il servizio, potrete permettervi di comprare 1 album al mese, di roba che rimarrà vostra e non dovrete pagare per ascoltare
  • Né su Spotify né su Google Music riuscite a trovare l’ultimo album della band rock-punk-inglese del liceo che vi dà più calorie e di cui avete acquistato il CD al Piccol a nientemeno lire.

Qual è, invece, uno dei principali vantaggi di questi sistemi? Che vi fa accedere a vaste librerie senza dover occupare troppo spazio sul vostro iPhone con 16GB che già straripa!

Ma non sarebbe bello avere un sistema che vi permette di mandare in streaming la vostra vastissima collezione musicale e vi permette di salvarne un po’ sulla memoria fisica, così da poterla ascoltare anche offline? Sì sarebbe bello. Anzi, è bello! La soluzione si chiama Subsonic, e fa anche molto di più.

Che cos’è Subsonic

Subsonic è un media-server web-based self-hosted e open-source stra-fico coi-trattini che vi permette, nella sua versione base, di mandare in giro su internet la vostra collezione musicale (DRM free).

Quanto costa

Zero nella versione base, 1 $/mese se volete usare alcune funzioni premium. Le funzioni premium riguardano, ad esempio, la possibilità di creare un server DLNA, un indirizzo univoco tipo nome.subsonic.org, lo streaming video. Qualora voleste interrompere il pagamento, potrete comunque continuare ad ascoltare la VOSTRA musica, che avete acquisito attraverso il canale di vostra preferenza. 1 $/mese è un’insulto al buon senso! Certo che te li do! Notare che si parla di dollari, non euro: sono (oggi) 0.89 €/mese, con 0.89 € non ci compro nemmanco un caffè a Milano, con l’Expo!

Si può pagare a mesi o abbonarsi per uno o più anni, fino ad un massimo di 8 anni. Non ci sono sconti se si pagano subito più anni, ma volendo si possono pagare subito 99$ per avere la licenza a vita. Capito? La licenza a vita costa meno di 9 mesi di abbonamento a Spotify o Google Music All Access.

Perché è figo

I motivi sono in parte già espressi, ma condensando il discorso:

  • è open-source, è pure forkato in disparate varianti
  • è self-hosted: tutta roba tua
  • permette di gestire facilmente più account con privilegi diversi
  • permette lo streaming della TUA libreria musicale
  • riconosce praticamente tutti i formati audio e video
  • se associato al giusto client mobile, ti permette un’esperienza d’uso fantastica, multi-piattaforma e con funzionalità di caching per ascolto offline
  • la versione premium permette lo streaming dei video
  • fa scrobbling su Last.fm
  • è stabile leggero e veloce (va anche sul vecchio Pi)
  • la versione premium costa meno di un caffè AL MESE e non è necessario l’acquisto per sfruttarne le funzionalità musicali base
  • con un po’ di magheggio su NGINX o Apache, potete raggiungerlo anche dalle reti più blindate attraverso la porta 443, o 80
  • il server gira su praticamente ogni sistema operativo desktop, ci sono client per tutte le piattaforme desktop e mobili, persino BlackBerry e webOS, e se non ci fosse l’app c’è sempre il front end web a cui accedere. Io ho installato il server sul Raspberry Pi 2 e va alla grandissima! Per installarlo basta seguire le informazioni sul sito ufficiale relative all’installazione su sistemi debian.

Perché non è figo

Tanti pregi, giusto un poco di difetti:

  • di default il processo di Subsonic gira come utente root: questo è male, sopratutto per una cosa che va esposta ad internet, ed è la prima cosa da configurare! O create un user ad hoc, anche senza home, o ne utilizzate uno già esistente che non abbia i privilegi di root
  • usa Java e io odio Java. Ma in realtà nell’utilizzo quotidiano non ce ne si rende conto, basta accedervi da client invece che dall’interfaccia web
  • non ha le Smart Playlist. Le uniche playlist “smart” sono quelle degli elementi “starred” o preferiti.
  • l’esperienza d’uso dipende troppo dal client. Non esiste un client ufficiale, ma ci sono delle API ben fatte. Purtroppo ogni sviluppatore ci mette del suo… Il che porta al punto successivo…

Quale client?

Come già detto, nell’esperienza d’uso quotidiana, è il client che fa la differenza. Ne cito due per iOS e due per Android, che ho provato trovo validi:

  • SubHub: per iOS, costa una barcata di dobloni sonanti (5 €) ma è a mio avviso il client più ben fatto sull’AppStore… il che la dice lunga sugli altri… è poco aggiornato, la grafica delle impostazioni è da rivedere, ma funziona bene e stabilmente. Inoltre permette il caching dei brani ascoltati, così da poterli ascoltare offline. Alternativa più economica, meno stabile, ma molto funzionale è AVSub, ma ha cache limitata ad 1 GB.
  • Subsonic Music Streamer: per Android, è gratis. Si tratta di un client completo, con funzioni di caching e ascolto offline, e che permette (a dispetto del nome) di vedere anche i video in streaming. DSub è un’alternativa a pagamento, molto più completa, e che ha il suo punto di forza nella gestione del caching offline: proprio come il Client ufficiale di Google Music, permette di tenere sincronizzate intere playlist o ad esempio gli album più ascoltati o le nuove aggiunte. Questo consente di avere un ottimo mix tra raggiungibilità dell’intera libreria via streaming e gestione di una libreria minore disponibile offline, il tutto in modo completamente trasparente.

Inutile dire che l’esperienza d’uso su Android è esponenzialmente migliore di quella su iOS… mi domando in cosa stia la supremazia della App iOS sempre tanto declamata…

Conclusioni

Vi piace la musica, la libertà e il piano dati da 2GB. Avete in giro per casa un PC del paleolitico o un nuovo fiammante Raspberry Pi. Cosa diavolo state aspettando?!?! Fate come quelli lì famosi, salite sul sottomarino giallo, è esattamente quello che fa per voi!

’nuff said

  • jeby

    Non lo uso per diverse ragioni, tra cui:

    – troppo scomodo: devo per forza passare attraverso un PC/Mac per avviare il caricamento, e tenere il computer acceso fino a quando non ho finito. 2 palle. Ormai il Mac non lo accendo quasi più. Server headless e interazione pari a zero, il top. Volendo ti puoi pure automatizzare l’acquisizione della musica in base ai tuoi gusti…

    – non è veramente multipiattforma: ad esempio non funziona sul raspberry pi, bisogna usare programmi non ufficiali e spesso poco flessibili

    – fino a quando l’ho usato, la funzione gapeless era implementata coi piedi, quando è arrivata (tardi)

    – la libreria che puoi caricare è ampia (50mila canzoni) ma non potenzialmente infinita. E le playlist hanno un limite di canzoni: è la cosa più idiota che potevano inventarsi! Ho dovuto segare in 2 delle playlist che ascoltavo in shuffle per portarle su Google Music, ridicolo!

    L’unica cosa che mi manca seriamente è l’istant mix.

  • nonchiedercilaparola

    un limite da sottolineare e che per usare subsonic come media server richiede un pc acceso a casa ed una banda upload da fibra.

    l’interfaccia web è ancora troppo grezza:(

    • jeby

      Io con la 7 mega di Telecom (con opzione upload a 1 MB) mi trovo bene. Poi puoi usare app HTML5, estensioni chrome o firefox, e app su smartphone invece dell’interfaccia web.

      Chiaramente il “serverino” sempre acceso ci deve essere. Io uso un Raspberry Pi 2 che consuma pochissimo