Tesoro, mi si sono allargati i tablet! (cit.)

Dopo la moda dei Phablet (i telefoni da 5.5″ in su), ecco che arriva la moda dei mega-tablet, o tablettoni, ovvero quei tablet a cui i 10″ stanno stretti. Pettegolezzi incontrollati parlano ormai da mesi di un futuro iPad extra large da 12″, ecco perché codesti dispositivi entrano nella sfera di interesse di questo bloger (che altrimenti li snobberebbe in toto).

Non parlo dei trasformabili, cioè di quegli accrocchi che uniscono la scomodità di un laptop alle limitazioni di un tablet, ma di quei tablet “puri” che hanno ormai sfondato la soglia dei 12″. Sembra che Apple voglia entrare anche in questo segmento di mercato, vediamo un po’ cosa offre la concorrenza

Android

Samsung Galaxy Note Pro 12.2

Il primo (o uno dei primi) fu il Samsung Galaxy Note Pro 12.2″, un dispositivo che per dirne il nome devi prenderti un paio di ore di permesso retribuito, che ha dalla sua un display grande, molto grande, molto luminoso, e con una risoluzione WQXGA (2560×1600) degna delle dimensioni.


perfetto per il manager che si veste da Zara e guida il suo Cayenne in leasing che va a GPL acquistato coi punti dell’esslunga, con il braccio fuori dal finestrino anche a dicembre. A parte gli scherzi, il tabettone di Samsung arriva con tastiera e pennino, e con una versione di Android tanto customizzata da essere irriconoscibile. Ha pure il multiwindow così è possibile consultare la  mail e guardare youporn contemporaneamente. Non è chiaro quale sia il target di questo coso, dato che non offre nulla di più rispetto ad un omologo 10″ se non, appunto, quei 5 cm extra che, evidentemente, mancano altrove.

Lenovo Yoga Tablet 2 Pro 13

L’ultimo arrivato di casa Lenovo si adegua all’utilizzo della dicitura “Pro” per indicare dispositivi oversize. Perché un tablet da 13″ debba essere più “professionale” di uno da 10″ è una cosa tuttora ignota ai più, ma il marketing dice di adeguarsi alla dicitura Pro.

Quello a cui Lenovo non si è adeguata sono le forme: il/lo Yoga Tablet 2 Pro 13 (da ora YT2P13) è un tablettone con impugnatura ergonomica. Infatti anche il Pro, come il resto della linea Yoga Tablet 2, ha un’appendice cilindrica che racchiude batteria, tasto d’accensione, porta USB e pratico stand ribaltabile. Tale maniglia cilindrica permette una presa salda e comoda con una mano sola. Questo, state certi, faciliterà sì l’utilizzo del dispositivo, ma non vi toglierà dall’imbarazzo di sembrare degli storditi che tengono in mano un piccolo televisore a schermo piatto.

Ashton ci ricorda come sia impossibile risultare credibili con un tablet da 13″ in mano. O per terra. O sul tavolino.

Ma se ancora non vi sentite abbastanza ridicoli, potete stupire amici e parenti proiettando sul muro (o sul lenzuolo del corredo nunziale) le immagini del tablet utilizzando il pico-proiettore a pessima risoluzione che è integrato nel maniglione, oggetto fortissimamente voluto da Aston Kutcher, ancora in pieno trip Stanislavskij dopo aver recitato nella parte di Steve in Jobs.

E qui è quando il cavallo di Gionni ha lasciato un ricordino nella pineta.

C’è di buono che dopo aver proiettato il filmino delle vostre vacanze a cavallo con il YT2P13 non sarete mai più perculati da amici e parenti che, invece, sceglieranno di negarvi il saluto.

A parte gli scherzi e le facili ironie, bisogna lodare Lenovo per le scelte coraggiose e l’attenzione all’ergonomia. La maniglia cilindrica con annessa “gambetta” rotante permettono in effetti una presa salda e il posizionamento del tablet in modo stabile su varie superfici, nonché la possibilità di appendere il tablet al muro. Servirà un bel fischer da 8 dato che il YT2P13 pesa “appena” 900 g.

Da notare che i tablet Lenovo sono disponibili con Android 4.4 e utilizzano processori Intel, qualcosa di atipico, per ora, nel panorama mobile che è ricco di ARM e derivati, Apple A7/A8 inclusi.

Windows

Microsoft Surface Pro 3

“è un PC piatto!” “no, è un vassoio della mensa!” “no, è un coso con dei cosi!” – ma alla fine era il Surface Pro 3, che è uno dei pochi pezzi fisici che non siano periferiche realizzati proprio da Microsoft. Bisogna dirlo, nonostante il mio profondo disprezzo aprioristico dei prodotti MS, stavolta IMHO hanno imbroccato un bel prodotto. In realtà è a mio parere uno dei pochi dispositivo che possa veramente definirsi “tablet PC” dato che che fa girare un sistema operativo da desktop completo, ovvero Windows 8.1 a 64bit, e non una versione tagliata tipo Win RT, o un sistema mobile come iOS o Android. Non lo reputo un “trasformabile” perché non è accoppiato ad un dock-tastiera che ne permette l’appoggio e ne espande capacità. Certo, costa un fottio:

ma è anche vero che è un computer a tutti gli effetti, con tanto di tastiera “folio” dotata di mousepad. In effetti, non so se avete mai provato ad utilizzare un tablet con tastiera  ma senza mouse, è quasi più ridicolo che tenere in mano un YT2P13. Se vuoi scrollare devi smanacciare sullo schermo, se vuoi correggere una parola in giro per un testo devi spostare il cursore smanacciando sullo schermo, se vuoi lanciare un app devi smanacciare sullo schermo… è stupido.

Il Surface Pro 3 invece ha tastiera e mouse, un bellissimo display molto definito (più o meno come gli altri) e tutte le caratteristiche salienti di un portatile da 12″, ma pesa meno, non ha una tastiera “rigida” ed è più sottile. Peccato che sia prodotto da MS e abbia dentro Windows. Questo, secondo me, è il prodotto a cui Apple deve puntare come target.

Cosa mi aspetto da Apple

Intanto mi aspetto che l’iPad da 12″ venga chiamato iPad Air Pro o iPad Pro: è una nomenclatura in linea con la recente tradizione Apple (Mac Pro, MacBook Pro) e si riconcilia perfettamente con la moda di chiamare “pro” qualunque cosa un po’ più grande del normale.

Inoltre spero vivamente che Apple intraprenda una strada simile a quella intrapresa da MS col Pro 3, ovvero che fornisca ai suoi utenti un’esperienza d’uso completa e simile a quella di un sistema desktop: che senso ha spendere millemila euro per una tavoletta da 30 cm e passa di diagonale se poi devo morire per aprire o sincronizzare un file e se le app entrano in coma appena messe in background? Sarebbe un grandissimo spreco di denaro. Se invece dentro all’iPad Pro ci fosse una versione di Mac OS X con interfaccia neanche troppo semplificata, sarebbe il dispositivo definitivo. Oppure andrebbe bene anche una versione di iOS Pro con un file system accessibile dall’utente tramite apposito file browser, e un sistema di multitasking vero e non quella presa in giro che c’è oggi su iOS.

Mi aspetto anche che Apple abbandoni almeno in parte il design degli iPad normali: è impensabile tenere in mano un vassoio con schermo luminoso senza sembrare degli emeriti imbecilli! Inoltre Apple sceglierà sicuramente (?) un formato 4:3, quindi l’iPad Pro sarà inevitabilmente largo. E pesante, dato che il 10″ arriva già oggi intorno al mezzo chilo. Insomma mi aspetto uno studio serio sull’ergonomia con soluzioni semplici ma efficaci. Similmente, mi aspetto accessori a completamento tipo una tastiera con trackpad, e tanti saluti al MacBook Air.

Infine, è da 4 anni e passa che i rumor parlano di una versione di Mac OS X su piattaforma ARM. Sarà vero, non lo sarà? Lo scopriremo dull’iPad Pro, che per quello che ho scritto prima, potrebbe essere l’anello di congiunzione tra un iPad e un Mac, sia a livello di OS, sia a livello hardware. Al solito, ai poster l’hardware tendenza

 

’nuff said