WWDC 2013: cosa mi piacerebbe vedere (e quindi non ci sarà)

Lo so lo so… la lunga corsa verso l’appuntamento più importante per gli Apple fan (e per il mercato azionario ad essi legato) è appena cominciata, e già si parte con rumors, foto da siti cinesi, voli pindarici e fantasie varie… al 10 di giugno ci arriveremo distrutti!! In tale data, e fino al 14 di giugno, si svolgerà l’evento dedicato agli sviluppatori Apple in cui, storicamente, sono stati presentati nuovi prodotti: solitamente c’è un keynote in cui vengono presentati nuovi software e OS e alla fine, tipicamente, un iCoso o qualche speedbump.

Comunque sia, non intendo tirarmi indietro dall’aumentare in maniera insulsa il numero di rumors sui futuri prodotti Apple compilando la mia lista di cosa mi piacerebbe o non mi piacerebbe vedere al prossimo WWDC.

 

Meno date romane

Nel logo di quest’anno si legge, sotto WWDC, MMXIII, che sarebbe a dire 2013 in numeri romani. Dovete sapere che le date romane erano molto in voga in Italia durante il ventennio fascista e avendo io visto tale logo proprio il 25 Aprile mi sono un attimo risentito. La prossima volta, meno numeri romani grazie.

 

Meno mobile

Ok, ok… praticamente quello che una volta era il mercato del computer e tutto il carrozzone mediatico che gli andava appresso adesso è stato assorbito dal mercato mobile: smartphone, tablet, orologi e occhiali dotati di tecnologia Kree, e qualunque altra puttanata possa essere dotata di un processore, una batteria e uno schermo touch. Non ho ancora capito perché se uno ha il cellulare in tasca dovrebbe pure dotarsi di un DumbWatch bluetooth con schermino da 1″ per ricevere le chiamate e consultare twitter…

casio calcolatrice

Un tipico esempio di SmartWatch della prima ora.

Tutte cose funtastiche, veramente. Peccato che c’è ancora gente che col computer, quello “classico”, ci lavora, ci studia o ci gioca. Ad oggi la gamma “tradizionale” Apple è ridotta all’osso e lacunosa pur presentando alcune sovrapposizioni, non è più “easy” come anche solo un lustro fa.

 

(colorful) Plastic for the people

C’era una volta la gamma computer Apple. C’erano due linee di prodotti, quelli “consumer” che cominciavano con la lettera “i” e quelli “professional” che cominciavano con la dicitura “Power”. Capostipite della gamma consumer moderna fu l’iMac, che infatti era tutto colorato e plasticoso. Tra i portatili c’era l’iBook, anche quello plasticoso ed inizialmente colorato. La gamma professionale invece comprendeva i PowerMac, tower desktop tendenzialmente monocromo, poi addirittura in alluminio, e i PowerBook che invece erano portatili.

Con gli anni la plastica ha perso il colore e la gamma consumer è diventata di un bel bianco candido e successivamente con l’avvento di intel sì è avuto un altro cambio: ora i mac cominciavano con “Mac”, la gamma professionale era individuata dalla dicitura “Pro”: quindi c’erano il “MacBook” e il “MacBook Pro” e il “MacBook Air”???, il “Mac Mini” e il “Mac Pro” che però non c’è più, il “iMac” e… e basta.

È bastato poco e anche la differenziazione dei materiali è andata a farsi benedire, ora è tutto di un grigio alluminio che manco in uno showroom Audi! Tutto è diventato prosumer, e nulla ha più il suo target! I portatili sono tutti “Pro”, se un professionista volesse un portatile da 13″ dovrebbe prendersi il MacBook Pro (o ammazzarsi con l’Air) che è lo stesso consigliato allo studentello al quinto anno di Liceo che vuole il portatile per fare la tesina, andare sui siti porno, e cominciare a fare piani per l’università. A ma per fare quello basta l’iPad… ah? e la tesina come la scrivo? … ci appiccichi una tastiera bluetooth! Ah? Ma è comodo? Quanto spendo? …. Totalmente nonsense.

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iMac G3: i primi Mac già pronti per Youporn

Mi piacerebbe che tornasse una gamma ben delineata, con dei prodotti consumer che possano definirsi veramente tali!! Un laptop 13″ in plastica colorata da 999 euro al top! Un Mac Mini un po’ meno pretenzioso e più sbarazzino, un iMac proiettato definitivamente nell’orbita “pro” con tutte le necessità del caso.

 

I ferri del mestiere

Come si è detto, c’è gente che col computer ci lavora. Non so se lo sapevate, ma una volta c’era gente che lavorava anche coi Mac! Davvero!! Professionisti della produzione audiovisiva, ingegneri, scienziati! Addirittura c’erano sale server fatte di Mac! E adesso? Adesso niente. L’unico Mac a cui si poteva aprire il case e aggiungere frattaglie, il Mac Pro, ultima evoluzione della dinastia PowerMac, è uscito dal mercato europeo e non vi è rimpiazzo.

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L’interno di un Mac Pro, ormai estinto. Aggiornabile senza dover consultare iFixit e invalidare la garanzia.

Non che vendesse qualcosa, dato che erano secoli che il prodotto in questione non veniva aggiornato… l’ultimo upgrade risale a Luglio 2012 ma si trattava solo di un lieve speed bump, in realtà è dal 2010 che non viene aggiornato con novità importanti come, ad esempio, l’adozione delle porte Thunderbolt, ormai diffuse su tutta la gamma.

Di avere un server, non se ne parla. Ma almeno un tower professionale lo vogliamo avere in gamma?? E un iMac con una porta fireware che può far sempre comodo ai professionisti con periferiche datate ma pagate a peso d’oro? Io sarei favorevole anche alla reintroduzione dell’iMac 24″, così il 21″ lo si lascia all’utente veramente consumer, il 27″ ad ultra risoluzione va benissimo per il professionista realizzato, il 24″ è la giusta via di mezzo per l’amatore o il professionista agli esordi.

A parte l’hardware, sarebbe bello vedere una ventata di freschezza arrivare dal lato software, con un’upgrade generalizzato delle suite professionali perché la concorrenza è agguerritissima e gli aggiornamenti si susseguono con lentezza.

 

HFS mai +

Non so se lo sapete, ma nel vostro Mac c’è un file system (ovvero: il complesso organizzativo che fa sì che i dati possano essere letti e scritti sul vostro dispositivo) che risale al 1998, evoluzione di un file system capellone di metà anni ’80… insomma è un FS con più di 25 anni alle spalle!!! Qual è il problema, funziona, no? Sì. Ma è antiquo. E non fa nulla per proteggere i dati dalla corruzione, e sì sa, in Italia la corruzione è ovunque.

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Tipico esempio di “data corruption”… o no?

Mi sembra inutile continuare ad evolversi in direzione disco allo stato solido passando attraverso il disco ibrido a la FusionDrive, con continue letture-scritture e spostamenti da un disco all’altro, trim per tenere l’SSD in ordine ecc… se poi quello che sta alla base di tutto, il file system, è antecedente al concetto di Millenium Bug!

Cara Apple, è ora che ti fai un file system nuovo su cui far partire i tuoi OS. Chiamalo come ti pare, ma fattelo nuovo, snello e a prova di corruzione! Non dormo la notte pensando al decennio di dati corrotti che si stanno accumulando sul mio iBook: vedo quei grumi di corruzione crescere e rovinare tutto il disco.

Ci sono delle persone che hanno inventato il ZFS che dovrebbe essere il top in materia di file system: ok, non si può distribuire col kernel per problemi di licenza, ma puoi comunque mettere il supporto lettura/scrittura a questo file system nativamente sulla prossima release di OS X. Già che ci sei, aggiungi il supporto nativo a NTFS e a EXT2 e EXT3, in lettura e in scrittura… che ti costa???

A parte questo, è secondo me di estrema importanza che il prossimo OS si emancipi da HSF+ e crei un nuovo file system (o ne adotti uno già esistente) performante e moderno.

 

’nuff said