Internet Free – non Free Internet

Questo post vi arriva solo perché ieri mi è arrivato dell’internet stabile e veloce. E perché sono riuscito a montare il tutto, con cacciavite e pazienza.

È possibile vivere senza internet? Sì, conosco almeno una persona sotto i 60 che non fa uso quotidiano di internet e che mantiene comunque attiva ogni funzione biologica. Il problema è che ormai internet ce l’abbiamo dentro. Da strumento di lavoro è diventato comodità, poi strumento di espressione personale, poi necessità. Da quando internet ce l’abbiamo in tasca e ce lo portiamo ovunque, grazie ai vari iPhone, Android-fonini, BB(q) ecc, uscire di casa senza senza una connessione dati ci fa sentire nudi. Come quando esco senza orologio e per tutta la giornata provo questo senso di imbarazzo.

In questo momento mi trovo, per lavoro, nell’Olanda del sud, a Leiden. È una bella cittadina, la tipica cittadina olandese, con tutto quello che potreste aspettarvi da questa descrizione: sciami di biciclette, almeno un sexy shop in centro, un numero adeguato di coffee shop, canali e corsi d’acqua e, ovviamente, mulini a vento. Ordine, pulizia, amministrazione precisa e puntuale, servizio pubblico eccellente.

Per integrarmi nel posto ho subito comprato una bicicletta scassata e col freno a pedale (in particolare al Fietspoint della stazione di Leiden Centraal) e mi sono procurato la OV Chip Card, fantastico esempio di standardizzazione del servizio pubblico: con una carta prendo autobus e treni in TUTTA l’Olanda, e pago solo per le fermate che faccio. La bicicletta è stata “upgradata” con diversi optional per aumentarne la capacità di carico, così da riuscire a trasportare abbastanza spesa per un’intera settimana.

Sapere dove procurarmi la bici (compresa una ricerca di mercato coi prezzi) la OV Chip Card, dove fare la spesa e quale fosse la strada più veloce per fare casa-ufficio, l’ho appreso grazie ad internet. Voglio dire, l’ho chiesto a vari colleghi, e loro mi hanno detto: vai su marktplaats per la bici, vai su 9292 per informazioni sul trasporto pubblico, vai su Google Maps per vedere la strada più veloce o dove sono i supermarket come il Digros o l’Albert Heijn ecc… Certo, avrei anche potuto comprare l’equivalente di “Secondamano” olandese, o andare in stazione a chiedere informazioni, o usare una mappa, ma così è stato molto più comodo e veloce. Bisogna anche ricordarsi che l’Olanda è tutta tutta uguale, gli incroci sono tutti uguali, le case basse sono sempre le stesse, i canali attorno alla città descrivono percorsi perfettamente simmetrici e gli unici modi per orientarsi sono:

  • avere un navigatore sul proprio cellulare (e magari una connessione internet per poter usare l’aGPS altrimenti il fix dei satelliti è lentissimo, si perdono anche loro)
  • guardare le parabole satellitari: puntano tutte a sud
  • prendere come punti di riferimento gli edifici alti: ciminiere, palazzi dei grandi hotel, gli innumerevoli campanili

Queste, in fondo, erano piccole comodità. Ma dove una connessione internet risulta quasi indispensabile, è nel campo delle comunicazioni. Pensate solo a chiamare a casa. Sì, ok, esiste il roaming internazionale e forme di abbonamento/convenzioni tutto sommato non così dispendiose. Io ho un abbonamento Wind e ho attivato l’offerta per le chiamate in Europa, risultato: continuo a spendere un tot al mese per dati, chiamate e SMS che non sto usando; pago 3 euro al mese per avere la tariffa speciale a 0,35 allo scatto + 0,15 per ogni minuto di chiamata verso qualunque numero italiano, 0,10 per le chiamate ricevute dall’Italia. Un salasso e di internet neanche l’ombra perché dovrei attivare l’offerta a 6 euro al mese per pagare 0,50 ogni MB: pura follia.

Fortunatamente a casa c’è (c’era) la connessione internet: con quella le opzioni per comunicare col resto del mondo sono molteplici. Inizialmente ho provato ad usare Skype, ma non era l’ideale: prende troppa banda, e questo è importante perché mi connettevo al router del vicino (per sua concessione, non perché sono un hacker) e il segnale è debole. L’alternativa per me è la video chiamata su Google Talk che ha anche la chat integrata, o il video ritrovo su Google+ e che funziona anche sul cellulare, quindi potenzialmente posso chiamare mentre cucino, mentre rifaccio il letto o mentre stiro. La soluzione è sostenibile anche per i miei genitori perché Google Talk è molto semplice da installare e da usare. E se qualcosa va storto, posso sempre chiamare il telefono di casa, perché ho acquistato del credito Google Voice (sì, ora Google Voice è disponibile per effettuare chiamate su telefoni fissi o cellulari, comprando il credito) ad un prezzo onesto: 0,02 euro per minuto se chiamo su telefono fisso. Ho usato anche forme di comunicazione più complesse come la catena: file word contente lista di fumetti da comprare -> caricamento su Dropbox -> conversione automatica in PDF, grazie a Dropboxautomator -> invio mail automatico a mio fratello, sempre grazie a Dropboxautomator. Come vivere senza?

Il problema è che l’internet del vicino ha smesso di funzionare: la connessione al router funziona benissimo ma riesco a stare solo qualche minuto online, poi non posso più navigare. Devo disconnettere, riconnettere e così via. Sarà un problema di DNS o qualcosa del genere, il problema è che non so nemmeno chi è il mio vicino che mi fornisce la connessione, so solo che l’ISP è Ziggo e non posso certamente agire sul router.

Ho pensato di comprare una scheda SIM olandese, almeno per risparmiare in caso di ricezione chiamate e per avere una connessione internet usabile. In Italia, col mio abbonamento Wind, ho traffico internet illimitato (a piena velocità se sto sotto l’1GB mensile), pensavo di trovare qualcosa di simile anche qui. No, non esiste, nemmeno in abbonamento, figuriamoci su prepagata. Il massimo della flessibilità e “convenienza” che sono riuscito a trovare è una scheda prepagata della hi.nl che offre la possibilità di attivare settimanalmente dei pacchetti con un numero spropositato di SMS gratis che non userò mai e tagli da 50/100/250 MB per settimana. Per avere 1GB al mese dovrei pagare 6,50 euro/settimana per 4 settimane, cioè 26 euro al mese per una connessione francamente ben lungi da essere definibile “stabile” o “veloce”. Compro tagli da 50MB e 100MB e sto molto molto attento a come li uso: per tenere sotto controllo il traffico mi avvalgo di Onavo per android che permette anche di confinare alcune applicazioni all’uso di internet solo se in presenza di WiFi. Qualche minuto di VideoRitrovo su Google+ mi è costata una 30ina di MB con notevole ritardo tra voce/video. L’alternativa è chiamare su Viber ma comunque si ottengono sempre risultati scarsi, dovuti principalmente al fatto che la copertura 3G in Olanda fa eccezionalmente schifo.

Il fatto è che un italiota medio si aspetta che nella moderna e nordica Ollandia, ci sia non so, dell’internet gratis da qualche parte. A dire la verità a Leiden esiste un progetto chiamato Stichting Wireless, una rete locale formata da cittadini che mettono a disposizione parte della loro banda e chiunque può accedervi… se dotato di antenna amplificata adatta allo scopo. Per lo più è usata dal biblioteche e altri enti pubblici per consentire di visitare semplici pagine HTML e niente di più.

Comunque, dopo circa un paio di settimane dall’iniziale comunicazione del disagio legato alla connessione ballerina, mi è stato consegnato il nuovo contratto con modem e quant’altro. O meglio, il modem è stato consegnato al vicino, non essendo io a casa al momento della consegna.

Installazione e attivazione non sono andate proprio lisce come l’olio, anche grazie alle istruzioni fornite solo in idioma locale. Per prima cosa qui l’interweb arriva “via cavo”, quindi usa l’antenna della TV… attimi di smarrimento iniziale. Seconda cosa, arriva con un pacchetto completo con cui installare tutto, dalla presa a cui collegare il cavo e da fissare al muro con trapano, fischer e viti (trapano e fischer non inclusi nella confezione), all’apposito “baracchino” di conversione dei segnali, più ovviamente il modem router, un cavo ethernet di lunghezza biblica e altra roba non necessaria. La procedura di attivazione online l’ho rifatta tipo 16 volte: da quando ho aperto il pacco a quando ho potuto navigare sono passate quasi un paio d’ore…

Comunque ora ho la mia connessione da 30MB con cui spero di riuscire a finire di scaricare Borderlands dall’App Store in tempi umani, tutti gli aggiornamenti arretrati, una ISO di Elementary OS Luna Beta da testare su VirtualBox e su cui provare Raw Therapee e tutte le altre app multimediali / di catalogazione che uso per gestire le mie serie TV (qualcuno potrebbe dire: ti prepari ad uno switch? Io potrei rispondere: sto valutando varie alternative per un PC multimediale/da scrivania ma non abbandonerei mai il mio MacBook Pro con OSX).

A tal proposito se avete qualche consiglio sulla migliore accoppiata hardware/os/software per realizzare un sistema compatto ed efficiente per compiti basilari, un pò di mediacenter, un po’ PVR (basta che sia disponibile SickBeard o CouchPotato e Subliminal) server domestico con condivisione di risorse di rete (all’interno E all’esterno del network locale), DLNA, Download (torrent) Server, sistema di backup automatico per tutti i computer sulla rete ecc., beh… sono tutto orecchie.

Attualmente sto valutando l’accoppiata modulo SmartTV box (come quelli della Geniatech)+ NAS avanzato, di quelli con un loro OS completo preinstallato, come il Synology DS212J o simili, ma non vorrei incastrarmi in qualcosa di poco flessibile e aggiornabile, anche perché si può installare di tutto su quei NAS a livello software (previa procedura di sblocco bootstrap e maneggiamenti da terminale) ma dal lato hardware si può fare ben poco e d’altra parte data l’assenza di un’uscita video c’è sempre bisogno di un altro dispositivo (laptop, modulo SmartTV, smartphone) da collegare al monitor per accedere ai contenuti video.

Ok, come dire…

‘nuff said