Storie di abbandono 2.0

Oggi stavo facendo pulizia tra i miei feed RSS. Capisco che sia una cosa molto geek. E so, ma non comprendo, come nel 2011 ci siano *persone* sotto i 40 anni che utilizzano smartphone, socialnetuòrc, blog, forum e altre amenità del uèbduepuntozero, ma non hanno idea di che cosa siano gli RSS e a cosa servono e se glielo spieghi si mettono le mani sulle orecchie e iniziano a strillare “LALALALALALALALALA” o ti guardano con due occhi così e poi ti dicono non ho capito.

A parte questo.

Stavo facendo ordine tra le mie sottoscrizioni RSS, giusto perché 1000 feed RSS non letti al giorno sono un ritmo che non posso reggere, soprattutto se 3/4 delle notizie sono cloni l’una dell’altra. E quindi mi sono messo a cancellare sottoscrizioni, una dietro l’altra, rendendomi conto che ci sono tanti siti che non sto più seguendo perché, beh, non sono più aggiornati. Da anni. Il 2007 è 4 anni fa, ricordiamocelo. Quattro anni, sul web, sono ere geologiche.

Si tratta soprattutto di blog abbandonati. Certi erano blog personali, altri tecnici. Alcuni non esistono più, cancellati, inaccessibili, raggiungibili forse solo tramite qualche cache Google. Altri sono veri e propri corpi in decomposizione lasciati esposti alle intemperie, senza nemmeno un messaggio di addio, no, solo abbandonati lì, con il link dell’immagine di sfondo all’header che non funziona più e lascia scoperto un pallido femore, o una tibia, o quel che è, appena coperto da un punto interrogativo, che sta lì a dire: perché? Perché mi hai lasciato qui, senza darmi nemmeno degna sepoltura?

E niente, mi piacerebbe sentire qualche collega ormai ex-blogger che, dopo averla creata, ha abbandonato la sua creatura. Giusto per sapere perché e ora che fa e se ogni tanto ci ripensa e vorrebbe aprirne un altro o riprendere il vecchio.

Una volta lo stavo facendo anche io di chiudere il blog, o meglio, tutto sommato l’ho fatto. Ho traslocato dal vecchio blog che stava su Blogger, e mi sono trasferito su Tumblr. Ho preferito il micro-blogging al blogging vero e proprio, per motivi di tempo e di comodità. Però ogni tanto ci torno sul blog, lo vado a trovare, controllo che tutti i link funzionino ancora, che le immagini degli sfondi siano raggiungibili da qualche parte nell’interweb, magari faccio qualche redirect, e poi penso: com’era bello il mio blog, chissà se un giorno.

‘nuff said