iBoontu

Cosa accade quando si incrociano uno Gnu/Pinguino e un Cerbatto Esuberante con una Tigre e una Mela (il tutto, naturalmente, con la benedizione di Darwin)? Viene fuori l’iBoontu (lo so, nome infelice), ossia un iBook con su Ubuntu. Se ve lo state domandando.. sì, ho installato Ubuntu sul mio iBook ed è stato semplicissimo! Ecco cosa ho scoperto!

Cosa mi piace:

  • Installazione semplicissima, decisamente alla portata di tutti. E soprattutto veloce ed indolore!
  • Tempo di avvio veloce anche questo, soprattutto nei confronti delle ultime distro Linux che avevo provato (SUSE 9.qualcosa)
  • Hardware quasi completamente riconosciuto: funziona praticamente tutto, a parte l’Airport (purtroppo…). Invece firewire, usb, mousepad (con qualche configurazione) e tutto il resto funzionano benissimo
  • Installazione software: finalmente potete installare tutti i software da interfaccia grafica, utilizzando gli strumenti “Sorgenti Software” in cui aggiungere i repository non ufficiali (invece che modificare a mano le liste), “Aggiungi/Rimuovi Applicazioni” o il più completo “Gestore Synaptic”. Gli utenti Intel e AMD possono usare anche Automatix2, purtroppo non compilato per noi utenti che amiamo il RISC. Oppure c’è Klik, ancora più facile (anche se il numero di software disponibile e poco)! Altrimenti buon sudo apt-get a tutti!
  • Compiz… “Gianni, sono ottimista!! Vedo finestre che wobblano, desktop che cuboruotano!”. A parte queste chicche, con i compiz extra e il compiz manager si possono aggiungere anche strumenti per migliorare l’usabilità, come un simpatico clone di exposé. E poi anche l’occhio vuole la sua parte!
  • Uso di risorse limitato: il sistema con qualche software base sta in circa 2 GB, l’uso del processore (sul mio G4) è spesso mantenuto al livello del 50% (667 MHz) nell’uso comune e tutto il sistema è molto fluido nonostante gli effetti Compiz.
  • Temi: altro che ShapeShifter, UNO, GuiKit ecc… qui scarichi un archivio compresso, lo installi in un lampo e il tema è servito.
  • Filosofia: cosa vuol dire Ubuntu? Il termine di origine africana si può tradurre cone “Io sono perché noi siamo”, “Io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti” e “Umanità agli altri”. Cosa dire di più?

Cosa non mi piace:

  • Pazzesco che nel 2007 devo ancora digitare sudo gedit /etc/X11/xorg.conf nel terminale per impostare alcuni parametri del mouse… e poi riavviare il server grafico!! (per fortuna con una scorciatoia…)
  • Ergonomia dell’interfaccia: Jobs una volta disse

    Design is not just what it looks like and feels like. Design is how it works

    Beh, è una lezione che tutti dovrebbero imparare. Ubuntu, versione con Gnome, di default si presenta con due pannelli (barre), uno in alto e uno in basso nello schermo, ma nessuno funge da barra dei menù, poiché questi sono inclusi nella finestra stessa (alla Windows, per capirci). Questo configura uno spreco di spazio assurdo, oltre al fatto che chiusura finestra e chiusura applicazione sono strettamente legati. Si può risolvere lo spreco di spazio installando la Gnome Menubar (che però non sono riuscito ad installare) e un qualche dock per Gnome (ho provato Avant Window Navigator… ma non ci azzecca nulla col dock di OS X). Questo mi sembra un vero punto dolente.

  • Schede video: i driver opensource per alcune schede video non fanno abbastanza (colpa dei produttori, sia chiaro!), e quindi potreste trovarvi una radeo 9550 leggermente strozzata dell’accelerazione 3D. Le cose vanno decisamente meglio sulle schede Intel.
  • Spaesamento: avete presente quella particolare sensazione che si prova andando a casa di un amico, quando si entra in cucina e cercando il cavatappi senza nessuna possibilità di orientarsi tra cassetti, cassettini mensole e armadietti. Ecco. Dove sono le applicazioni che ho installato? Cosa sono tutte quelle cartelle alla radice del disco?
  • Nautilus: il file manager di Gnome si chiama Nautilus, è un po’ il Finder di Gnome. Tutto sommato non è niente male: semplice, pulito, funzionale… ma dov’è la vista a colonne??

In definitiva: Ubuntu (attenzione: non sto dicendo “Linux in generale” ma “Ubuntu 7.04 in particolare) è un ottimo sistema operativo, con qualche piccolo difetto (e chi non ne ha?) e tanti grandi pregi. È sicuramente una scelta privilegiata per chi possiede hardware con componenti ufficialmente supportati sia dalla comunità Ubuntu, sia dagli sviluppatori in generale (quindi, ad esempio, processori Intel e AMD, anche 64bit invece che PPC), soprattutto se l’alternativa è Windows: sinceramente, ad oggi, non vedo che necessità ci sia di utilizzare Windows come OS principale (tra Wine/Crossover, virtualizzazione e porting vari, al limite dual boot, Ubuntu basta e avanza). Se si possiede un Mac, invece, la cosa si complica un po’: non vi è ragione pratica alcuna per installare Ubuntu, potendo già disporre di molto software portato da Linux a Mac (anche grazie a strumenti come Fink). Però magari se avete voglia di novità, se volete togliervi lo sfizio, se volete imparare qualcosa, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello della filosofia, beh Ubuntu è un bel punto di partenza (soprattutto su macchine Intel, sui PPC, come già detto, è un po’ più complicato).
Infine vorrei citare le fonti che mi hanno permesso di configurare in modo quasi soddisfacente (i miei standard sono molto elevati) Ubuntu sul mio iBook: iBook – Wiki di ubuntu-it, howto-iBook [#debian-wiki] e, naturalmente, il vulcanico Pollycoke. Buona ubuntizzazione a tutti!

p.s.: come mi sento a casa quando torno su OS X… 🙂

’nuff said

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