Bombardare Google per liberare il Wi-Max

No, non è l’implementazione informatica della “Guerra Preventiva” ideata da G.W. Bush, ma una cosa seria o con alla base un concetto fondamentale e importante: la libertà, anche se in questo caso si tratta “solo” della libertà di accedere ad internet tramite il Wi-MAX. Prima di tutto: cos’è il Wi-MAX? Wi-MAX è l’acronimo di World Wide Microwave Acces ed è, in parole poverissime, una tecnologia che consente di diffondere internete a livello “metropolitano” senza bisogno di cavi, cioè wireless. Il Wi-MAX permetterebbe quindi di portare la banda larga anche là dove i cavi non possono arrivare o dove non conviene farli arrivare. Inoltre permetterebbe di creare una serie di punti di connessione sparsi per le città a cui connettersi mentre si è in movimento. Bene, la tecnologia c’è, bisogna solo distribuirla! Dato che il Wi-MAX. emette radiofrequenze, il Ministero della Difesa ha dovuto procedere all’approvazione dell’utilizzo del Wi-MAX. su territorio Italiano. Così è stato ma (c’è sempre un ma), come spesso accade in Italia, il vantaggio collettivo può facilmente essere subordinato a quello personale o delle grandi aziende. Esiste concretamente il pericolo che il Wi-MAX. faccia la stessa fine dell’UMTS: invece che essere accessibile a tutti, la “liberalizzazione” distorta dello standard, ha fatto sì che questo divenisse un bene di lusso, distribuito a caro prezzo dalle solite megamultinazionali della telefonia. Così chi sperava di potersi connettere ad internet con il suo cellulare a prezzi accettabili, si è ritrovato di fronte a costi esorbitanti. Ora rischia di succedere lo stesso con il Wi-MAX., e questo non possiamo veramente permetterlo! Ma cosa possiamo noi per rendere libero il Wi-MAX.? È molto semplice, possiamo provare a bombardare Google, usare cioè la tecnica del Googlebombing: si inseriscono sul proprio sito o blog una serie di link che rimandano ad una pagina specifica. In questo caso la parola chiave del link è Wi-MAX. e rimanda a questa pagina del “partito pirata”. Così facendo la speranza è che cercando Wi-MAX. su Google, il primo risultato rimandi a questa pagina, dove vengono spiegate i motivi della protesta e i modi per agire. Con la speranza che ai piani alti qualcuno si decida a fare, almeno una volta, le cose per bene!!
Liberiamo il Wi-MAX., è una chance per dimostrare al resto del mondo che anche noi siamo un Paese civile e moderno!

’nuff said

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