Giornalismo e analfabetismo informatico

Mi auto cito:

il problema è questo: il giornalista italiano medio della sezione tecnologia è un ragazzotto di 30-35 anni, in piena gavetta, costretto a scrivere solo sulla testa online. Conosce più o meno il mondo del computer, sa che per fare copia si può fare “ctrl c” e per questo si sente un vero esperto. Usa winzoz, ha un’infarinatura del tutto superficiale di Mac e sa che esiste un os “da tecnici” chiamato Linux. Poi si trova di fronte sVista: per lui che ha sempre usato XP, Vista è davvero l’innovazione del decennio!! E quindi, il ragazzotto gasato, scrive l’articolo pensando che questa innovazione sia tale per tutti. Ma, in realtà, si tratta appunto solo di una sVista…

tutto ciò l’ho scritto prima di leggere questo articolo, di cui vi riporto questa brillantissima osservazione:

Si dirà: ma alcune di queste caratteristiche sono già presenti in altri sistemi operativi come Mac OSX di Apple e Linux. Verissimo, ma se ad adottarle è l’ambiente di lavoro Windows, usato dal 90% dei computer del pianeta, il loro impatto è di tutto rispetto. Questione di numeri.

che è un po’ come dire “che importa se il telefono l’ha inventato Meucci, è Bell che l’ha venduto in milioni di copie!”… salvo poi avere, nel 2002, un riconoscimento ufficiale dagli USA per l’importantissimo contributo apportato da Meucci.
Comunque vi consiglio di confrontare l’articolo di Repubblica.it con questo del NY Times:
– Uno dei due fa una panoramica dettagliata, l’altro riporta statistiche e frasi prese direttamente da Microsoft.
– Uno dei due parla di sicurezza, l’altro riporta frasi prese direttamente dagli uomnini di Redmond.
– Uno dei due parla seriamente delle richieste hardware, fornendo percentuali ottenute da studi indipendenti, l’altro riporta le percentuali prodotte da Microsoft.
– Uno dei due dice le cose come stanno sulle mancanze del sistema, l’altro glissa.
– Uno dei due parla fuori dai denti di cose copiate, l’altro “giustifica” con irragionevoli scuse sui numeri.
– Uno dei due giornalisti, oltre al nome in fondo all’articolo, ci mette pure la mail. L’altro no.
– Nessuno dei due parla del Trusted Computing, ma in un caso si può rimediare facendolo notare all’autore mandando una mail, nell’altro caso no.

Insomma, uno dei due articoli è ben scritto, bilanciato (fin troppo buono), serio e ben documentato. L’altro semplicemente no.
Quello che vorrei dire è che la mia non è una campagna contro Vista (sarei pazzo solo a pensare che una cosa del genere possa funzionare), né l’intento di dimostrare al mondo quanto Mac OS X sia migliore di Windows (non ci guadagnerei nulla). La mia vuole essere solo l’ennesima dimostrazione di quanto il giornalismo italiano sia pessimo in ambito informatico, contribuendo a lasciare la massa nella più totale ignoranza, in balia di monopoli e allarmismi.
Non me ne voglia l’autore di uno dei due articoli se penso che il suo pezzo sia solo spazzatura nociva! Niente di personale: penso solo che un atteggiamento di critica più maturo sarebbe utile a tutti, utenti comuni e non, mentre questi articoli da “yes man” siano distruttivi soprattutto per gli utenti comuni! Perché l’ignoranza e l’analfabetismo informatico andrebbero diradati, se vogliamo essere davvero un paese evoluto, non alimentati.

’nuff said

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